Tatuaggi Militari: la guida completa al tattoo in divisa

Redazione Concorsi Esercito

Sei curioso di conoscere le regole in merito ai tatuaggi militari? Leggi il nostro articolo e scopri come fare nel caso tu abbia intenzione di vestire la divisa

La Nissolino Corsi, Scuola Leader da oltre 30 anni nella Preparazione ai Concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia, consiglia a chi vuole partecipare ai prossimi concorsi in uscita di iniziare a prepararsi già da ora, senza perdere così tempo prezioso che potrebbe rivelarsi fondamentale ai fini del superamento del Concorso.

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Il grande dubbio sui tatuaggi militari

Tra le questioni più interessanti e discusse negli ultimi anni in relazione al mondo delle divise, c’è senz’altro quella dei tatuaggi militari. Riceviamo infatti moltissimi messaggi in cui ci esponete i vostri dubbi in merito alla possibilità che un civile ha di partecipare a un concorso nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia dopo aver marchiato la propria pelle permanentemente in alcune zone del corpo.

Negli ultimi tre decenni abbiamo assistito infatti a una crescita esponenziale del numero di persone che hanno deciso di tatuarsi. Ancora oggi, questo tipo di decorazione fisica non è totalmente normalizzato in alcuni ambiti della nostra società. Nell’ambiente militare, ad esempio, sono moltissimi i casi in cui persone che hanno intenzione di arruolarsi, demordono o vengono respinti durante le selezioni di un Concorso. Tatuaggio Militare è infatti un binomio che può coesistere, ma solo a determinate condizioni. Questo articolo ha l’intento di chiarire una volta per tutte se i militari possono avere tatuaggi. Vediamo il dettaglio della regolamentazione in merito ai tatuaggi militari.

La regolamentazione sui tatuaggi in divisa

La discriminante, per quanto riguarda i tatuaggi militari, è la zona del corpo in cui questi sono situati. Prenderemo come esempio quello della prima Forza Armata italiana, ossia l’Esercito, in maniera da illustrare le linee guida previste. Capiremo dunque in quali casi l’accoppiata tatuaggi Esercito è ammissibile.

In generale, quando si ha la possibilità di scegliere se tatuarsi o meno in previsione di una partecipazione a un concorso nelle Forze Armate o Forze di Polizia, è preferibile rinviare il proprio appuntamento.

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Questo perché, anche se esiste una regolamentazione specifica in merito – almeno finché non si è entrati nelle fila militari indossando la divisa desiderata – è bene non rischiare in nessuna maniera di essere giudicati negativamente e dunque respinti. Per quanto riguarda i tattoo militari, o meglio il rapporto tra Esercito e tatuaggi, esistono dei dettami precisi. Ci riferiamo alla direttiva sui tatuaggi militari redatta dallo Stato Maggiore dell’Esercito in data 26 Luglio 2012 e intitolata “Regolamentazione dell’applicazione di tatuaggi da parte del personale militare dell’Esercito”.

Leggendo tale documento, è possibile fare finalmente chiarezza su quale sia la discriminante per cui non è possibile vestire la divisa dell’Esercito Italiano, ad esempio, con un braccio tatuato. Elenchiamo dunque, nella maniera più chiara possibile, le regole che l’Esercito prevede sul tema tatuaggi.

Dove è possibile tatuarsi?

Secondo la suddetta regolamentazione, non è consentito al personale dell’Esercito apporre tatuaggi o piercing in parti visibili del corpo nel momento in cui si vestono:

  • uniforme di servizio estiva maschile
  • uniforme di servizio estiva con gonna e scarpe decolleté femminile
  • uniforme ginnica prevista dai regolamenti interni per ambo i sessi

I tatuaggi proibiti

Ancora, secondo i dettami della sopracitata normativa del 2012 sui tatuaggi militari, sono totalmente proibiti i tatuaggi osceni, con riferimenti sessuali, razzisti, di discriminazione religiosa o che possono portare discredito alle Istituzioni della Repubblica Italiana e alle Forze Armate. Nel dettaglio si intende:

  • tatuaggi osceni: in cui sono presenti contenuti libidinosi offensivi del pudore, la decenza e il decoro comune e che risultano volgari e ripugnanti
  • tatuaggi con riferimenti sessuali: come i precedenti, ma che tendono addirittura a discriminare una o più persone in riferimento alle tendenze sessuali
  • tatuaggi razzisti o di discriminazione religiosa: in cui appare evidente l’esaltazione di una religione, una nazionalità, un’etnia o addirittura di una razza a discapito di un’altra o in riferimento alle caratteristiche appena citate rivolte a un soggetto specifico
  • tatuaggi che possono portare discredito alle Istituzioni della Repubblica Italiana e alle Forze Armate: in cui è presente una evidente resistenza o contestazione alla legge italiana, ai dettami costituzionali, o che incitino odio, delinquenza e violenza.

Rimozione tatuaggi: può essere una soluzione?

La rimozione tatuaggi costituisce una valida alternativa per chi ha in mente di diventare militare? La risposta è affermativa. Testimoniando infatti che è in atto un processo di rimozione del tatuaggio, anche se non ancora giunto a conclusione, sarà possibile proseguire nell’iter concorsuale.

Altresì non è possibile far richiesta di riammissione a un qualsivoglia concorso dal quale si è stati scartati per via della presenza di un tatuaggio visibile, anche se si decide di iniziare il processo di rimozione immediatamente. Sarà dunque possibile inoltrare la domanda di partecipazione dall’edizione successiva.

Infine, è bene ampliare il focus. Se infatti, come abbiamo detto, il binomio tatuaggi militari in alcuni casi risulta ammissibile, medesimo discorso non è valido per i piercing. La “Regolamentazione dell’applicazione di tatuaggi da parte del personale militare dell’Esercito” infatti non ammette nessuna eccezione: divise militari e piercing, tassativamente, non possono coesistere.

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