Tatuaggi Militari

Tatuaggi Militari: la guida completa al tattoo in divisa

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Tatuaggi Militari

Sei curioso di conoscere le regole in merito ai tatuaggi militari? Leggi il nostro articolo e scopri come fare nel caso tu abbia intenzione di vestire la divisa

 

 

Tra le questioni più interessanti e discusse negli ultimi anni in relazione al mondo delle divise, c’è senz’altro quella dei tatuaggi militari. Riceviamo infatti moltissimi messaggi in cui ci esponete i vostri dubbi in merito alla possibilità che un civile ha di partecipare a un concorso nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia dopo aver marchiato la propria pelle permanentemente in alcune zone del corpo.

Negli ultimi tre decenni abbiamo assistito infatti a una crescita esponenziale del numero di persone che hanno deciso di tatuarsi. Ancora oggi, questo tipo di decorazione fisica non è totalmente normalizzato in alcuni ambiti della nostra società. Nonostante ciò, una ricerca condotta da Dalia Research nel 2018 evidenzia come il nostro paese sia quello con la più alta percentuale di tatuati al mondo, con un tasso pari al 48%.

Nell’ambiente militare, ad esempio, sono moltissimi i casi in cui persone che hanno intenzione di arruolarsi, demordono o vengono respinti durante le selezioni di un Concorso. Tatuaggio Militare è infatti un binomio che può coesistere, ma solo a determinate condizioni. Questo articolo ha l’intento di chiarire una volta per tutte se i militari possono avere tatuaggi. Vediamo il dettaglio della regolamentazione in merito ai tatuaggi militari.


 

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La regolamentazione sui tatuaggi in divisa

La discriminante, per quanto riguarda i tatuaggi militari, è la zona del corpo in cui questi sono situati. Prenderemo come esempio quello della prima Forza Armata italiana, ossia l’Esercito, in maniera da illustrare le linee guida previste. Capiremo dunque in quali casi l’accoppiata tatuaggi Esercito è ammissibile.

In generale, quando si ha la possibilità di scegliere se tatuarsi o meno in previsione di una partecipazione a un concorso nelle Forze Armate o Forze di Polizia, è preferibile rinviare il proprio appuntamento.

Questo perché, anche se esiste una regolamentazione specifica in merito – almeno finché non si è entrati nelle fila militari indossando la divisa desiderata – è bene non rischiare in nessuna maniera di essere giudicati negativamente e dunque respinti. Per quanto riguarda i tattoo militari, o meglio il rapporto tra Esercito e tatuaggi, esistono dei dettami precisi. Ci riferiamo alla direttiva sui tatuaggi militari redatta dallo Stato Maggiore dell’Esercito in data 26 Luglio 2012 e intitolata “Regolamentazione dell’applicazione di tatuaggi da parte del personale militare dell’Esercito”. Tuttavia, questo testo sembra ormai superato. Infatti lo SME ha provveduto a una apertura, specie per quanto riguarda i concorsi VFI Esercito e Marescialli Esercito.

Andiamo quindi a chiarire la questione. La direttiva dello SME è ancora la normativa generale con principi sempre validi (specie quelli che riguardano la natura del tatuaggio in sé). Nei concorsi appena citati però c’è una chiara direzione di mostrarsi più accomodanti verso i tanti giovani che vogliono entrare nella Forza Armata, ma hanno un tatuaggio in zone precedentemente proibite.

Dove è possibile tatuarsi: norme ed eccezioni

La direttiva in merito alle zone permesse, per tutte le selezioni in divisa (tranne VFI Esercito e Maresciallo Esercito), afferma che il tatuaggio può essere presente a meno che non sia visibile quando si indossa:

  • uniforme di servizio estiva maschile
  • uniforme di servizio estiva con gonna e scarpe decolleté femminile
  • uniforme ginnica prevista dai regolamenti interni per ambo i sessi

Ma attenzione, tali regole stanno cambiando.

Dall’Ottobre del 2024 infatti, abbiamo segnalato un cambiamento piuttosto importante per ciò che riguarda il binomio Tatuaggi Militari Concorsi. Le modifiche ai Bandi VFI Esercito 2025 e Marescialli Esercito 2025 aprono nuove possibilità per chi ha la pelle segnata.

 

Tatuaggi VFI Esercito 2025

Osservando l’immagine, infatti, è possibile notare come la zona dell’avambraccio e quella sotto al ginocchio, scoperte nel momento in cui viene indossata l’uniforme di servizio estiva, sono state ufficialmente abilitate.

Insomma, l’Esercito Italiano sta mostrando segnali di apertura verso il mondo dei tatuaggi. Resta ora da capire se le altre Forze Armate e di Polizia ricalcheranno questa tendenza nella prossima tornata di concorsi. In ogni caso, è necessario puntualizzare un’ultima volta, che ogni valutazione spetterà comunque alla Commissione che eserciterà il proprio giudizio in modo del tutto discrezionale.

 

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I tatuaggi militari proibiti

Ancora, secondo i dettami della sopracitata normativa del 2012 sui tatuaggi militari, sono totalmente proibiti i tatuaggi osceni, con riferimenti sessuali, razzisti, di discriminazione religiosa o che possono portare discredito alle Istituzioni della Repubblica Italiana e alle Forze Armate. Nel dettaglio si intende:

  • tatuaggi osceni: in cui sono presenti contenuti libidinosi offensivi del pudore, la decenza e il decoro comune e che risultano volgari e ripugnanti
  • tatuaggi con riferimenti sessuali: come i precedenti, ma che tendono addirittura a discriminare una o più persone in riferimento alle tendenze sessuali
  • tatuaggi razzisti o di discriminazione religiosa: in cui appare evidente l’esaltazione di una religione, una nazionalità, un’etnia o addirittura di una razza a discapito di un’altra o in riferimento alle caratteristiche appena citate rivolte a un soggetto specifico
  • tatuaggi che possono portare discredito alle Istituzioni della Repubblica Italiana e alle Forze Armate: in cui è presente una evidente resistenza o contestazione alla legge italiana, ai dettami costituzionali, o che incitino odio, delinquenza e violenza.

In questo caso, invece, non è stata apportata alcuna modifica di recente.

Rimozione tatuaggi: può essere una soluzione?

La rimozione tatuaggi costituisce una valida alternativa per chi ha in mente di diventare militare? La risposta è affermativa. Testimoniando infatti che è in atto un processo di rimozione del tatuaggio, anche se non ancora giunto a conclusione, sarà possibile proseguire nell’iter concorsuale. Fermo restando che l’esito della rimozione di un tatuaggio può comunque risultare insoddisfacente dal punto di vista estetico agli occhi della Commissione, per approfondire questo tema si rimanda alla Direttiva dello Stato Maggiore dell’Esercito facente data 26 Luglio 2012.

Altresì non è possibile far richiesta di riammissione a un qualsivoglia concorso dal quale si è stati scartati per via della presenza di un tatuaggio visibile, anche se si decide di iniziare il processo di rimozione immediatamente. Sarà dunque possibile inoltrare la domanda di partecipazione dall’edizione successiva.

Infine, è bene ampliare il focus. Se, come abbiamo detto, il binomio tatuaggi militari in alcuni casi risulta ammissibile, medesimo discorso non è valido per i piercing. La “Regolamentazione dell’applicazione di tatuaggi da parte del personale militare dell’Esercito” infatti non ammette nessuna eccezione: divise militari e piercing, tassativamente, non possono coesistere.

 

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