VIP in divisa

VIP in divisa: quando anche le star hanno fatto l’appello

Guglielmo AllochisAltre Notizie

VIP in divisa

Per le feste natalizie abbiamo deciso di trattare un argomento leggero, ma sempre in tema militare: ecco alcuni dei più celebri VIP in divisa!

Quando pensiamo ai VIP, li immaginiamo sul palco, in TV, in campo o su un red carpet. E invece no: tanti super famosi hanno avuto (almeno per un periodo) un’uniforme addosso. A volte per obbligo, a volte per scelta, a volte… perché in quell’epoca la famosa “cartolina” arrivava e basta.

E qui viene il bello: la divisa, per un VIP, non è mai solo una divisa. È un mix irresistibile di “vita da caserma”, permessi speciali, fan che aspettano fuori dal cancello e racconti che oggi suonano quasi surreali. Insomma: una miniera di aneddoti. E sì, oggi facciamo proprio questo: chiacchieriamo di VIP in divisa senza prenderci troppo sul serio.

 

 

VIP italiani in divisa: storie da raccontare al Veglione (e da non credere)

Vediamo insieme qualche aneddoto curioso.

DISCLAIMER: LE CITAZIONI SONO FINTE!

Gianni Morandi: il “gennnnniere” (letteralmente) e la normalità ritrovata

Morandi è uno di quei casi in cui l’immagine di idolo nazionale e la vita da camerata si incontrano a metà strada. Da già famosissimo, si ritrova a fare la naja e — colpo di scena — la racconta ancora con gusto.
Uno dei dettagli più teneri (e molto poco da divo) è proprio questo: la caserma, per lui, diventa una specie di pausa dalla celebrità. Niente filtri, niente trattamento speciale: stessi ritmi, stesso rancio, stessa vita di tutti.

E infatti la sua frase, detta senza troppi giri di parole, suona più o meno così: Ricordo con piacere il periodo del mio servizio militare… Le amicizie nate durante la naja resistono per sempre.
Che, tradotto: sì, anche Morandi ha avuto il suo periodo da “uno qualunque”… con la differenza che, quando usciva, fuori magari c’era mezza città.

“Uno su mille ce la faaaaaa

Ma quanto è bella la divisa!?”

Adriano Celentano: jeep, fan e permessi speciali

Se c’è un VIP che anche in divisa sembra un personaggio di un film, è Celentano. L’idea è già comica di suo: il Molleggiato in uniforme, riconosciuto per strada, fermato per autografi… ma con gli orari di caserma che non perdonano.

La parte più “da scena” è questa: quando deve andare a Sanremo (sì, proprio il Festival), non può semplicemente prendere e partire. Serve una licenza speciale. E qui entra l’Italia d’epoca, quella che oggi sembra fantascienza: una dispensa firmata addirittura ai piani alti, per permettergli di cantare e molleggiare senza mollare la divisa.

E poi c’è l’aneddoto da commedia: per difenderlo dall’assalto delle ammiratrici, chi lo seguiva racconta che lo facevamo uscire a bordo di una Jeep, ben nascosto. Il ritratto più spassoso (e umano) lo fa un suo superiore con una frase che sembra scritta per un copione: un gran bravo ragazzo, ma troppo distratto e svagato. Ecco, immaginate Celentano che prova a sembrare militare mentre gli parte in testa un ritornello…

“Prisencolinensinainciusol…ATTENTI!”

Vasco Rossi: la divisa, il 1978 e “Salerno mi ha liberato”

Vasco in divisa è uno di quei plot twist che ti fanno sorridere: da una parte il rocker, dall’altra l’obbligo di caserma. Eppure lui stesso, parlando del legame con Salerno, ha ricordato chiaramente il dettaglio che fa scattare l’immagine: la prima volta che sono venuto avevo la divisa da militare”.

Il bello è che questa storia non ha il tono solenne: è più un ricordo vissuto, quasi cinematografico. Tu lo immagini con il taglio corto, la faccia da “ok, ci provo”, e intanto già sente che quella vita non è esattamente la sua. E infatti attorno a questo episodio è nata anche la battuta (ripetuta più volte negli stadi) che Salerno, in qualche modo, lo abbia liberato. Proprio nello stile del Komandante: un po’ cronaca, un po’ leggenda rock.

“Io sono ancora al CAR, eh già…”

Francesco Totti: caserma dal lunedì al venerdì, poi si va in campo

Immaginate Totti in caserma durante la settimana e poi in campo la domenica, come se nulla fosse. È successo davvero! Lui l’ha raccontata in modo molto diretto, senza troppi effetti speciali: Dal lunedì al venerdì ero in caserma, e intanto mi allenavo per essere pronto in campo la domenica.

E qui la cosa fa sorridere perché sembra la trama di una serie: di giorno consegne e routine, di sera allenamento, e nel weekend… lo Stadio Olimpico. Altro che multitasking.

“Ma che Real Madrid e Pallone d’Oro…se facevo er militare oggi ero Ministro”


Gli altri VIP in Divisa

Tra i VIP in divisa italiani, nella “generazione naja” rientrano anche nomi che fanno subito effetto:

  • Pippo Baudo
  • Roberto Benigni
  • Beppe Grillo
  • Ezio Greggio
  • Antonello Venditti
  • Guido Meda

E moltissimi altri…d’altronde il servizio di Leva è toccato a tutti coloro che sono nati – salvo poche, giustificate, eccezioni – prima del 1° Gennaio 1986…

Di alcuni dei suddetti circolano racconti e ricordi più o meno pubblici, ma il punto — quello davvero divertente — è immaginare le versioni da recluta di personaggi che oggi associ a tutt’altro. Perché, diciamolo: la divisa addosso a un futuro comico o a un futuro showman cambia completamente la scena.

Gli atleti italiani in divisa: il VIP nazionale che spesso non ti aspetti

Qui facciamo un salto: perché in Italia esiste una categoria di VIP in divisa che vediamo continuamente… senza farci troppo caso. Sono gli atleti.

Nelle Olimpiadi (e in tantissimi sport non professionistici) capita spesso che gli Azzurri facciano parte dei gruppi sportivi militari o dei Corpi dello Stato. Tradotto in modo semplice: molti campioni italiani, nella vita “ufficiale”, hanno davvero un’appartenenza in uniforme. Non perché vanno in pattuglia dopo l’allenamento, ma perché il nostro sistema sportivo da decenni si appoggia a queste strutture che offrono supporto, stabilità e possibilità di allenarsi ad altissimo livello.

Il risultato? Una percentuale enorme della squadra Azzurra è spesso composta da atleti che appartengono a questi gruppi: è uno dei dietro le quinte più tipici dello sport italiano.

E qualcuno non chiede nemmeno il congedo a carriera (sportiva) finita. Particolare, vero?

VIP internazionali in divisa: quando Hollywood (e dintorni) si mette sull’attenti

Fuori dall’Italia la lista è lunga e parecchio scenografica.

C’è Elvis Presley, che finisce nella US Army nel pieno della fama (immaginate oggi una popstar planetaria che sparisce per mesi in uniforme: ecco). C’è Adam Driver, che prima di diventare attore passa dai Marines. Gal Gadot ha fatto servizio nelle Forze di Difesa israeliane. James Blunt non solo ha servito nell’esercito britannico: prima di diventare cantautore, era proprio “militare sul serio”.

E poi i casi che sembrano scritti apposta: Sean Connery con un passato nella Royal Navy, Morgan Freeman che da giovanissimo sceglie l’Aeronautica, Christopher Lee con esperienza nella RAF durante la Seconda guerra mondiale, Bob Ross che prima di dipingere “alberelli felici” era nell’Air Force. Persino Arnold Schwarzenegger ha avuto il suo passaggio in uniforme (versione austriaca, ovviamente).


 

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Corea: qui la divisa non è un cameo

Son Heung-min: come scampare al servizio completo (e ricevere un premio da primo della classe)

In Corea del Sud la leva è una cosa serissima e obbligatoria, con poche eccezioni. Son Heung-min, celebre calciatore ex Tottenham Hotspurs, ha evitato il servizio “lungo” grazie alla vittoria dell’oro calcistico agli Asian Games 2018: quella medaglia gli ha dato un’esenzione dal periodo completo, ma non uno sconto totale.

Nel 2020, infatti, entra davvero in un campo di addestramento dei Marines sull’isola di Jeju per tre settimane di training di base. E qui arriva il colpo di scena da film sportivo: Son non fa solo presenza, ma si distingue. Viene riportato che ha chiuso con risultati altissimi, perfino un punteggio perfetto al tiro (con la pistola, non con il pallone), e ricevuto un riconoscimento per essere stato tra i migliori del corso (il classico momento “ecco la foto in uniforme che manda internet in tilt”).

In più, per completare gli obblighi legati all’esenzione sportiva, deve svolgere anche ore di servizio/volontariato previste dal sistema coreano.

BTS: la boyband più famosa del mondo… con la scaletta di servizio

E poi c’è il caso che ha tenuto mezzo pianeta col fiato sospeso: quello dei BTS, ossia una delle band K-pop più celebri di sempre. Per loro non si parla di “se”, ma di “quando”: servizio obbligatorio, punto. Dopo anni di discussioni pubbliche e rinvii consentiti dalla legge, i membri hanno iniziato ad arruolarsi a partire dal 2022. L’ultimo tra loro ha concluso il suo percorso in uniforme proprio recentemente, nel giugno 2025.

In pratica: non un semplice “hanno fatto la naja”, ma una vera parentesi collettiva che ha congelato (temporaneamente) la macchina BTS… con ritorno in grande stile.

La differenza tra aneddoto e scelta

Per i VIP, la divisa è stata spesso un capitolo curioso, a volte comico, a volte persino utile per staccare dalla vita da star. Una volta tali curiosità erano più all’ordine del giorno: tutto merito della Naja obbligatoria. Cosa che, peraltro, sembrerebbe essere tornata recentemente di moda nella sua versione volontaria. Per chi sogna davvero di indossarla per lavoro la divisa, invece, la storia cambia: non è un cameo, è un progetto.

E se ti piace l’idea di scrivere il tuo capitolo in divisa sul serio (non solo da raccontare, ma da vivere), allora sì: conviene iniziare a prepararsi con rigore e serietà.

Chi meglio di Nissolino Corsi, ossia il Centro leader nella preparazione dei concorsi militari, può aiutarti a fare ciò? Siamo addirittura accreditati dalla Commissione Europea!

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Sperando di averti regalato qualche sorriso, ti auguriamo un sereno Natale e un 2026 pieno di concorsi a cui partecipare!

 

 

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